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Uno spettacolo di musica e poesia che arrivano dritte al cuore, in una scenografia fatta di giovani di diverse etnie, che passerà dal disordine all’ordine scenico, rispettando ciò che Hermann Hesse scriveva: “La musica è basata sull’armonia tra Cielo e Terra, è la coincidenza tra il disordine e la chiarezza”, a sottolineare la meravigliosa bellezza della diversità, che oggi ci mette paura.

La poesia di per sé stessa è diversità, essendo “una lettera d’amore inviata al mondo”. Il vero viaggio di scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel possedere altri occhi, vedere l’universo attraverso gli occhi di un altro, di centinaia di altri: osservare il centinaio di universi che ciascuno di loro osserva, che ciascuno di loro è. Così ci insegnava Marcel Proust.

Noi, paesi dalla memoria a volte corta, non vediamo più la diversità come arricchimento culturale, spirituale, umano e questo deve farci riflettere.

“Poiché un monaco si lamentava col suo superiore del gran numero di emigranti che affluivano in Egitto attraversando il Mar Rosso, Abbà Filocolo disse: Perché ti lamenti? Siamo tutti discendenti di emigranti da quando Adamo ed Eva han dovuto lasciare il Paradiso…”

Una cavalcata di emozioni musicali fra America, Africa, Asia, Medio Oriente ed Europa. Nel ricordo di grandi uomini santi come Paolo VI e Monsignor Oscar Romero, che hanno dedicato la loro vita a tutta l’umanità.

Siamo onorati di presentare un incontro gratuito in cui interverrà una nostra socia, insieme con il Centro culturale Gabriella Ferri e Il Municipio IV del Comune di roma, dal titolo:

"Il Bullismo e il Cyberbullismo: Una forma emergente di violenza - Come intervenire?"

 

 

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