Tema di Natale di Lele

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Commenta la frase di Albert Einstein : "Non dobbiamo semplicemente sopportare le differenze tra individui e gruppi, ma anzi accoglierle come le benvenute considerandole un arricchimento delle nostre esistenze"


La Terra è un pianeta, diverso dagli altri, che accoglie esseri viventi diversi tra loro per specie, per origine o (parlando degli umani) per religione,colore della pelle, carattere, abilità motorie e cognitive e tantissime altre caratteristiche che rendono l'individuo unico e, a suo modo, speciale.
Uno di questi è il famosissimo Albert Einstein (molto celebre per le sue scoperte matematiche) che,riguardo alla diversità precedentemente citata,esprime un suo personale giudizio:"Non dobbiamo semplicemente sopportare le differenze tra gli individui e i gruppi,ma anzi accoglierle come le benvenute considerandole un arricchimento delle nostre esistenze". A mio parere, questa frase non è bella, non è importante, è molto di più: è splendida e fondamentale.
Effettivamente Einstein è stato discriminato da molti perché era ebreo ed è nota, purtroppo, la condizione di questi ultimi durante la Seconda Guerra Mondiale.
Io, per mia fortuna, ho visto e vedo ancora con i miei occhi una grande,ma non limitativa,diversità: la disabilità. Allora cambio un attimo discorso. Io ho un papà a cui voglio molto bene (come penso anche gli altri) e lo ringrazio per moltissime cose, ma per una in particolare gli sono grato: il fatto che ha fondato, ormai da 25 anni,e mi ha fatto conoscere la "Casa di Pulcinella", un'associazione di volontariato per ragazzi disabili.
Così ho scoperto un nuovo mondo, ho fatto tante nuove amicizie e ho capito cose che non sarei mai riuscito a capire. Vi spiego meglio: capisci di aver fatto un buon lavoro quando un ragazzo ti guarda e ti sorride e quel sorriso ti colma di gioia e fa sorridere anche te, persino in un momento di difficoltà. Un esempio? Ogni anno facciamo una vacanza di una settimana con l'associazione (la mia vacanza preferita), purtroppo quest'anno in vacanza è morta una grande volontaria: Maria Teresa, che nonostante la sua età (più di 80 anni), voleva fare di tutto per aiutare. Lei era come la nonna del gruppo, come il tetto della "Casa di Pulcinella"; quando è morta, infatti, tutti piangevano, ma è stato l'abbraccio di qualcuno, il sorriso del vicino o anche la semplice stretta di mano di un amico, che ci ha aiutato a "resistere".
Sfortunatamente, tra gli sport e i vari impegni, io riesco ad andare ad aiutare solo il venerdì per calmare i ragazzi suonando la chitarra, prima che inizi la loro lezione di danzaterapia. Però, anche in quel poco tempo, mi sento come a casa mia, con tanti fratelli e sorelle che mi vogliono bene e a cui voglio bene.
Per noi loro non sono diversi; per noi loro sono unici, tant'è vero che fanno quello che anche noi facciamo : cantano, ballano, recitano e studiano proprio come noi.
Una cosa che ho capito è che, se appena nato facevo parte di due famiglie, adesso faccio parte di tre : la famiglia di sangue, la famiglia spirituale e la "Casa di Pulcinella".  

Angelo Raffaele Latagliata (detto Lele), Natale 2015

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