La nostra storia

Nel 1990 la Casa di Pulcinella nasce a Roma nel quartiere San Lorenzo grazie all'iniziativa di alcuni giovani animati da un grande entusiasmo e da una grande fede.
Pian piano il gruppo si allarga con nuovi volontari e tanti ragazzi con disabilità tutti attratti dal grande clima di amicizia che si respira.

Prendono il via così varie attività che forniscono ai nostri amici i mezzi e le opportunità per sviluppare le loro potenzialità pratiche ed intellettive.

Nasce anche l'esperienza della vacanza estiva: cominciata in sei, l'anno scorso ha visto partecipare più di ottanta persone che si sono ritrovate tutte insieme.
E' ormai un appuntamento irrinunciabile per vivere un'indimenticabile settimana di vita comunitaria.

Nel febbraio del 1998 la Casa di Pulcinella diventa Associazione di Volontariato prendendo il nome di "Casa di Pulcinella - Claudio De Santis - ONLUS".

Nello stesso anno inizia l'avventura in un'altra sede, quella di San Giuseppe Artigiano. Anche li si porta lo spirito di Pulcinella, amicizia e voglia di stare insieme. Nuovi amici si uniscono, ed il gruppo continua a crescere.

La voglia di fare è tanta, e la richiesta di nuove amicizie è forte, tanto è vero che nel 2002 iniziamo un nuovo percorso a San Michele Arcangelo a Pietralata. Anche li, conosciamo nuove persone e nuovi amici con cui diventirci e passare un pomeriggio a settimana.    

Ma la richiesta di amicizia non si ferma, così nel 2008 iniziamo una nuova avventura nella parrocchia dell'Assunzione al Tuscolano, con una serie di persone nuove. Anche li incontriamo nuovi sorrisi e nuove proposte.  

Dal 1990 ad oggi molta strada è stata fatta...sono iniziate nuove attività e sono stati raggiunti nuovi posti dove farle, sempre con lo stesso spirito di amicizia e la stessa voglia di fare qualcosa per e con i nostri amici disabili, ma non per questo abbiamo voglia di fermarci e ci sentiamo appagati, anzi, cerchiamo sempre nuove opportunità per far star bene i nostri amici disabili.

Prologo

Ma come tutte le storie che si rispettino, anche la nostra ha un prologo...

Nel 1968 a Roma, nell’ambito del clima di rinnovamento di tutto il tessuto ecclesiale che contraddistingue gli anni del Concilio Vaticano II, un gruppo di giovani studenti guidati da Andrea Riccardi iniziò a dare vita ad un movimento laicale che, ispirandosi agli ideali evangelici, si prefiggeva di aiutare gli ultimi, gli esclusi, gli emarginati. Così nasceva l’ormai famosa Comunità di Sant’Egidio che, fin dall’inizio, quando era ancora un piccolo gruppo, cominciò a recarsi all’interno delle baraccopoli della periferia romana, dove vivevano molte persone bisognose, dando vita ad un doposcuola pomeridiano (la cosiddetta “Scuola popolare”) per i bambini poveri. Con il passare degli anni crebbero anche le attività che la Comunità di Sant’Egidio si proponeva di svolgere a favore di vecchie e nuove povertà e in particolare il legame con persone affette da disabilità mentale cominciò a svilupparsi intorno agli anni ’70. Infatti tra coloro che frequentavano la “Scuola popolare”, alcuni erano proprio disabili; inoltre nel quartiere di Trastevere, lungo le vie vicino alla monastero di S. Egidio, vivevano numerosi disabili adulti, spesso soli e abbandonati a se stessi. Dunque lentamente si cercò di fare della chiesa di S. Egidio un punto di riferimento, di assistenza, di socializzazione e di amicizia anche per queste persone. Nel 1983 viene aperta la prima Casa di Pulcinella e il successo rappresentato da questa esperienza ha fatto sì che fossero create altre otto case, tutte situate in contesti periferici: Primavalle, Serpentara, S. Lorenzo, Nuova Ostia, Garbatella, Vigne Nuove, Alessandrino, Tor Bella Monaca. Altre strutture si trovano poi a Napoli, Firenze, Genova e addirittura a Warzburg in Germania. Le Case di Pulcinella sono dei centri pomeridiani dove le persone con disabilità, soprattutto mentale, possono incontrarsi, stare insieme, intessere relazioni di amicizia, essere seguiti da responsabili e volontari dell’associazione, imparare le abilità della vita quotidiana e anche divertirsi e fare festa. All’insegnamento della lettura e della scrittura si associa l’apprendimento di attività pratiche come leggere l’orologio e imparare a riempire moduli. Particolare attenzione è posta all’ambito della socializzazione che si concretizza soprattutto nei momenti di tipo ricreativo con i quali si conclude ogni incontro, nei giochi, nel canto, nella danza, nelle feste e nelle colonie estive. Si cercano di individuare e di valorizzare le capacità peculiari di ognuno e l’obiettivo centrale è quello di far raggiungere al portatore di handicap una sufficiente autonomia, sia nella vita quotidiana, sia nelle relazioni con gli altri.

(si ringrazia P. Pizzuti per aver scritto il prologo)